Copeve tuti

giovedì, 30 aprile 2009

Note intonate di una canzone stonata

Questo è un blog disimpegnato, ma a volte (e questa è una di quelle) non scoccia un po' di serietà, almeno per un momento.

L'altra sera la mia bella ha riesumato dalla mia memoria questa canzone. È una canzone dei miei tempi, girata in radio per un'estate. Non so perché non sia finita prima d'ora nel mio iPod (a proposito di iPod... LUTTO!!! È già un mese che l'ho perduto in un bus navetta per Gatwick. Ormai zero le speranze che me lo riconsegnino) e nei miei CD mp3 che raccolgono le canzoni della mia adolescenza. Oggi, un terzo del 2009 già sfumato, riascoltandola con una diversa maturità mi rendo conto di quanto attuale e giusta sia, ancora, questa canzone.

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categorie: note stonate
martedì, 28 aprile 2009

El pisaroto

L'ennesima sconfitta.
E stamattina alle 5.30. Come al solito mi sono svegliato perché mi scappava la pipì... e dopo no son pi sta bon a indormensarme. Mascio 'e chel can!!!
Non tutto il male vien per nuocere, comunque. Durante l'attesa spasmodica per la sveglia a sancire definitivamente la sconfitta ho pensato a uno dei termini veneti più simpatici e ironici: el pisaroto.

L'orribile vocabolo italiano che cerca di identificare l'oggetto rappresentato qui sopra è di derivazione francese (e quindi frocia): i francesi infatti chiamavano anticamente Robin gli orribili mascheroni raffigurati nelle fontane. Da qui "robinet" e quindi l'italiano "rubinetto".
Niente di più lontano dal romanticismo boaro veneto. Perché al boaro veneto, detta sinceramente, poco gliene frega delle fontane francesi. "Rubineto?! Cosa xea sta roba qua?!", ha ben donde di chiedersi un veneto.
Per i veneti l'oggetto in questione si chiama "pisaroto" (la s si pronuncia [s] consonante fricativa sorda alveolare, cioè dura e sibilante come in "sambeo"), parola che richiama la poetica immagine di un oggetto-che-piscia. Impossibile poi non raffigurarsi il nostro boaro pisare intel luame col so pisaroto 'nte na man e coa vanga o la forca 'nte l'altra man.
E poi la trasposizione, grezza ma diretta ed essenziale, dalla cultura fin lì accumulata alle innovazioni tecnologiche: ecco un oggetto che piscia a comando, proprio come l'organo del nostro boaro. Elora ciamemolo pisaroto!

Tutto sommato non c'è bisogno di ricorrere a frociade francesi per dare il nome a un oggetto virile come il rubinetto.
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categorie: boiata del giorno
venerdì, 24 aprile 2009

Ma a noi piace ricordarlo così...

Oggi finalmente è arrivata la notizia che tutti aspettavamo:

F.C. Internazionale comunica che il contratto di lavoro sportivo con il calciatore Adriano Leite Ribeiro è stato consensualmente risolto con effetto a partire dal 1° aprile 2009.
Stamane sono stati depositati i documenti negli uffici della Lega Nazionale Professionisti.

A noi interisti, come alla società, piace ricordarlo per come si allenava e per lo spirito che metteva in campo, proprio come in questa foto:

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categorie: futbolfutbolfutbol
giovedì, 19 marzo 2009

Ecco perché il leprotto bisestile e il cappellaio matto erano dei geni

(Certo che scrivere un post riguardante il 29 febbraio il 19 marzo è un po' anacronistico...)

Già dal 45 a.C., primo anno bisestile della storia (per gli ignoranti: già allora si era capito che un anno solare non dura esattamente 365 giorni ma circa 365 giorni e 6 ore, ecco perché aggiungere un giorno ogni quattro anni), gli antichi si ponevano l'arcano dubbio: quand'è che Gloria avrebbe compiuto gli anni nell'Anno Domini 2009, essendo ella nata il 29 febbraio?
Questa domanda scatena altri arcani dubbi nella mente dei pensatori fino all'età post-moderna. Il calendario giuliano fu sostituito nel 1582 da quello gregoriano con la regola che gli anni bisestili sono i multipli di 4 ma fra i multipli di 100 lo sono solo i multipli di 400. Ma anche questa regola non è del tutto corretta, perché un anno solare dura 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi, cioè 365,2422 giorni. Il calendario gregoriano quindi è troppo lungo di 26 secondi all'anno, che producono un giorno di troppo ogni 3323 anni; quindi i nostri discendenti per recuperare saranno costretti a sopprimere un giorno (poverino!) nel 4905.
Entro quell'anno si potrebbero apportare ulteriori riforme, ad esempio escludendo dagli anni bisestili quelli multpli di 4000 si arriverebbe a uno scarto di 4 secondi di troppo all'anno e una durata media di 365,24225 giorni. Meglio ancora porre che gli anni multipli di 100 siano bisestili se prendendo il numero dei secoli e dividendolo per 9 il resto è 2 oppure 6: così facendo si ridurrebbe lo scarto a soli 2 secondi all'anno. Vince però la regola secondo cui non sono bisestili gli anni multipli di 4000 e 10000: in questo modo un anno mediamente durerebbe 365,2422 giorni, cioè la durata esatta di un anno tropico (o solare) medio.
(Olè!!!)
Tutti i complessi di inferiorità del genere umano nei confronti della rotazione della Terra attorno al sole sarebbero quindi risolti... invece no, perché la rotazione terrestre sta rallentando per colpa delle maree (e per sicurezza diciamo che è anche colpa del sistema, così andiamo sul sicuro), fenomeno che impone di aggiungere ogni circa 18 mesi un secondo agli orologi andando però a sballare l'anno gregoriano medio. Per giunta, a causa del movimento degli altri pianeti del pianeta solare e della precessione degli equinozi, l'anno tropico diminuisce secondo l'equazione Δt = -6.162 10^-8 * y (dove y sono gli anni giuliani a partire dal 2000). Già il 1° gennaio 2000 infatti l'anno tropico medio non era più di 365,2422 ma solo di 365,242189670 giorni, indi per cui è vano applicare persino la regola dei multipli di 4000 e 10000 per arrivare alla perfezione.

Ecco perché il leprotto bisestile (mica a caso, questo nome) e il cappellaio matto, attenti astronomi, decisero di non porsi ulteriori problemi bisestili e, anziché festeggiare il compleanno della Gloria, festeggiare ogni giorno il suo non compleanno.
Geniali, no?
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categorie: funzioni di x y
venerdì, 27 febbraio 2009

Ritenta, sarai più fortunato

Grasse risate al secondo gol di Pizarro ieri, col Milan che declinava dall'Europa che non conta.
E così anche quest'anno è sfumato il sogno erotico di Berlusconi di vincere l'unico trofeo che manca nella bacheca del Milan: la Coppa UEFA (che dall'anno prossimo, signore pietà, si chiamerà Europa League (che schifo di nome)).
Così rinuncerà alla Champions League anche l'anno prossimo e farà di tutto per arrivare quinto in campionato in modo da partecipare di nuovo a questa competizione per tentare finalmente di vincerla...
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categorie: futbolfutbolfutbol
mercoledì, 11 febbraio 2009

La classe di Robinho

Era un'amichevole.
E tifare o non tifare Italia a un certo punto conta poco. Quando vedi i giochi di magia e prestigio dei giocatori del Brasile, che ti fanno sparire la palla quando sei quasi arrivato a prenderla e te la fanno ricomparire dove non ci arriverai mai, che ti stoppano una palla che arriva dall'aldilà come se avessero colla ai piedi, che ti fanno un numero che stai dieci minuti a rivederlo perché non ci credi che l'hanno fatto veramente in un campo da calcio con un avversario addosso perché l'ultima volta che l'avevi visto era in una pubblicità della Nike... (oltre che il possesso palla che come squadra sanno tenere) il calcio torna a essere uno sport meraviglioso e a un certo punto dici anche che sei contento che l'Italia abbia perso e il Brasile abbia vinto... perché il calcio, il calcio vero, è uno spettacolo straordinario e ieri sera si chiamava Brasile.

(E fate stare zitto Civoli che dice che i brasiliani dovevano smetterla di irridere gli italiani con i loro giochetti, che ci vuole rispetto o cosa... loro stavano facendo brillare gli occhi a migliaia di persone che hanno pagato il biglietto e milioni che guardavano la partita in TV.
W il calcio spettacolo, W il gusto di giocare per divertire e divertirsi!)

...

Si ringrazia Giuseppe Rossi per aver dato un contributo in maglia azzurra alla bellezza del giuoco calcio.
Grazie, Pepetito.
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categorie: futbolfutbolfutbol
martedì, 27 gennaio 2009

Post n. 64

Ho un blog e otto ore al giorno della mia vita che preferirei impiegare in modo completamente diverso.
Mi chiedo: perché le poche ispirazioni per i post mi vengono sempre mentre sono a casa o di ritorno da lavoro? Al manco se le vegnese de matina gavaria ste schifo de oto ore par scrivere el post invese che sprecarghe drio tempo a casa.
E invece... boh!
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categorie: editoriale
mercoledì, 14 gennaio 2009

Primiacquistigennaio2009

Gennaio, tempo di saldi, e come ogni gennaio mi armo di elmo e carta di credito affilata e mi getto come un furetto invasato nei negozi di tutti i grossi centri commerciali del nord Italia.
No, non è vero.
L'unica cosa che ho comprato in saldo è stata una felpa scontata al 50% al Carrefour.
Questo non significa che a gennaio ho speso soldi solo per la felpa e la birra. Ecco i miei favolosi acquisti:
  • Suddetta felpa nera con cerniera e collo alto di una marca innominabile
  • Portamine nero Stædtler per mine da 0,5 mm (speravo di trovarne di più fini... esistono?)
  • Album Calciatori Panini più "Aspetta, prendo anche delle figurine"
    "Quanti pacchetti?", chiede l'edicolante, una ragazza bionda non granché carina con l'espressione da pivella.
    E io, con l'aria e il tono di quello che entra in un bar solo per pisciare e deve ordinare una qualsiasi cosa ma è privo di ispirazione: "Ehm.. uhmpf... æææ... quaranta"
    "Eeeeeeh?! Quaranta?!?!?!"
    "Sì sì"
    Ci è rimasta un po' sconvolta, ma alla fine se n'è fatta una ragione. E comunque glien'erano rimasti ventinove, quindi ho preso solo quelli.
  • Vestito blu elegante a 145 euro, non in saldo, preso in uno spaccio in cui hanno buoni vestiti a prezzi bassi. Da notare che è la prima volta che compro un vestito che mi calza a pennello. Evviva i drop, grazie di esistere!!!
  • Una katana modello Kill Bill (a giudicare dal prezzo sicuramente NON prodotta da Hattori Hanzo in persona) con lama non affilata così che può essere venduta come un qualsiasi oggetto e non come arma.
    "Giosp, che te ne fai di una katana?"
    Ecco, me lo stavo appunto chiedendo anch'io...
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categorie: boiata del giorno
giovedì, 18 dicembre 2008

Articoli e salviette

Questa mattina i bagni degli uffici erano tappezzati di fogli A4 attaccati con nastro da carrozziere su porte, pareti di lamiera e sulla cassettina delle salviette asciugamani (hanno avuto l'accortezza di non invadere lo specchio, almeno) che neanche la crapetta ex-pelata di Berlusconi in campagna elettorale è capace di saturare lo spazio visivo così esageratamente. Il contenuto di questo avviso era esattamente:

Nota bene:

Non usare salviette grigie
in quanto si intasa il cesso!!!!!!!

Non voglio far notare con questo post il linguaggio scientifico forbito ("in quanto") né l'uso del punto esclamativo (usato sette volte, numero che trova alcuni riscontri nella letteratura: di solito, quando non si fa impiego di un solo punto, si tende ad utilizzarne semmai tre, numero già ampiamente protagonista nello scritto antico più famoso della letteratura italiana, la Divina Commedia, ove quasi tutto è regolato dal tre e dai suoi multipli; da notare però che i versi sono comunque di endecasillabi, che spesso, in altre strutture metriche della letteratura italiana, si combinano con settenari, settenari che ritroviamo ad esempio nei versi del Petrarca o del Leopardi (ma ora stiamo divagando un po' troppo... quante questioni per sti sette punti esclamativi!)).
Già a una prima lettura sorge spontanea la domanda: non posso usare le salviette grigie nemmeno per asciugarmi le mani o mi posso limitare a non gettarle nel cesso ma nell'apposito cestino?
Ma ciò che mi ha veramente spiazzato è la mancanza dell'articolo determinativo LE prima di "salviette grigie". A onor di cronaca (dettaglio parallelo al filo conduttore del post) nei bagni degli uffici ci sono solo salviette grigie asciugamani e carta igienica fra gli oggetti biodegradabili buttabili nel cesso (esclusi i prodotti organici umani). Il tipo di salviette da non usare è quindi univoco per chi frequenta questi cessi (avrei comunque usato una dicitura del tipo "le salviette asciugamani" per maggiore correttezza), ma la mancanza dell'articolo determinativo LE porta a credere che non siano di per sé le salviette a intasare il cesso, ma che il problema risieda nel loro colore. Ovvero: "Prima di gettare una salvietta nel cesso verificate che non sia grigia" e relativa soluzione: "Se la salvietta è grigia dipingetela di blu, così non si intasa il cesso".

Poi potremmo aprire anche un capitolo sulla morbidezza delle salviette in oggetto... ma anche no.
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categorie: boiata del giorno
venerdì, 05 dicembre 2008

Il trasporto (con epilogo a scelta)

Da piccolo (ma ora sono grande?! no no, sono solo grosso :-P) facevo classifiche su tutto. Facevo almeno il podio di tutte le mie cose preferite (musica, cibo, colori...). Oramai non riesco più a stilare classifiche: sono troppe le sfumature e le diversità per preferire una cosa rispetto a un'altra (fra quelle che mi piacciono).
Ad esempio, parlando di musica (perché parlare di musica? Beh ovviamente perché l'argomento di questo post è "musica". Se fosse stato "cinema" avrei parlato di cinema) trovo letteralmente impossibile dire quale sia il mio gruppo preferito. Sono molti i generi che mi piacciono, e anche all'interno dello stesso genere ogni gruppo ha una particolarità che me lo farebbe preferire in confronto agli altri: perciò non ho un gruppo musicale preferito, ma sicuramente c'è un'êlite dei miei favoriti (da notare la "ê").
E sicuramente nel mio personalissimo Olimpo musicale ci sono ben radicati (e si trovano pure bene, perché sembra che abbiano comprato casa) i Dredsen Dolls.
Questa mattina ho messo il loro album omonimo nell'autoradio e...

Good Day
Girl Anachronism
Missed Me
Half Jack
672

... finché, mentre cantavano Coin-Operated Boy, ero talmente trasportato e preso dalla loro musica che mi sono dimenticato di prendere la mia uscita lungo la superstrada.

Com'è andata a finire? A voi tre possibili epiloghi (tutti al passato remoto) e la possibilità di scegliere quale ritenere più credibile, se uno, due, tutti e tre oppure nessuno.

EPILOGO HOLLYWOODIANO LINEARE

Il vostro eroe, resosi conto della svista, non si lasciò prendere dal panico ma imboccò l'uscita successiva, in parte contento di avere l'opportunità di imparare una nuova strada. Inizialmente si sentì un po' sperduto, ma il senso dell'orientamento di cui era stato dotato con buona sorte dalla natura lo guidò attraverso la fitta rete viaria fino a quel momento ai suoi occhi inesplorata. Sembrava che ormai le speranze di trovare la retta via fossero perdute, quando giunse al suo sguardo lontano nell'orizzonte un tratto di strada familiare. Non esitò a raggiungerlo e, se pur con qualche minuto di ritardo nella tabella di marcia, intraprese nuovamente la strada che abitualmente lo accompagnava a lavoro.
Ma il tempo era tiranno come non mai, e il traffico non lo aiutava. Arrivò di fronte al portone col motore ancora su di giri, smontò dalla macchina e tentò di aprire la maniglia antipanico, ma proprio quella mattina essa aveva deciso di ribellarsi. Il vostro eroe comunque non demorse, con un abile movimento della mano riuscì a disincastrare il meccanismo e si tuffò all'interno del corridoio, dove la timbratrice stava per scoccare gli ultimi decisivi secondi. Aprì la cerniera della tasca, estrasse il badge e lo infilò nell'apposito pertugio quando l'orologio segnava le 8.15.59. Ancora un secondo e sarebbe stata la fine!
(Fra l'altro OVVIAMENTE il vostro eroe trovò ad aspettarlo una bionda da paura distesa in costume da bagno sul tavolo al posto del computer)

EPILOGO DEL PIRLA

Il protagonista riprese la concentrazione improvvisamente e, colto da raptus, optò per un'inversione a U con supporto di freno a mano. Ma essendo un po' pirla e per niente avvezzo a tale tipo di manovre, la macchina (una Fiat Idea non è esattamente il tipo di macchina con cui improvvisare un rally) cappottò e fu travolta da un camion che passava in quel momento nel lato opposto. Del protagonista sopravvisse solo la sua vena autoironica, quel tanto che bastò per permetterle di scrivere questo post.

EPILOGO FANTASCIENTIFICO

Nemmeno il tempo di accorgermi della svista che vidi uno strano oggetto muoversi nel cielo e un fascio di luce aprirsi poco più avanti nella strada. Inchiodai, ma l'asfalto era bagnato e l'ABS non bastò per impedirmi di piombare nel cono luminoso. Sentii gli oggetti dissolversi e il mio corpo trasportato verso l'alto da una strana forza, una forza che non avevo mai sentito né visto agire prima di quel giorno.
Degli strani esseri mi stavano aspettando all'interno di un locale troppo tecnologicamente avanzato per essere stato ideato dall'homo sapiens del primo XXI secolo. Avevo già perso ogni cognizione del tempo e dello spazio, anche se mi sembrava di riconoscere (ritrovando quell'immagine in chissà che cassetto della memoria), buttando l'occhio fuori da una finestra, le sembianze del pianeta Terra. In quel momento svenni.
Quando tornai in me udii voci aliene parlarmi dentro il mio cervello. Nessuno degli esseri che avevo intorno muoveva la bocca (che non avevano), ma il tracciato uditivo era forte e chiaro: avevano inserito delle onde sonore suggestionali nella canzone in modo da farmi andare dritto e poter prendere a prestito il mio corpo per qualche nanoistante bidimensionale di tempo. Mi promisero che mi avrebbero lasciato andare, a patto che avessi svolto una missione, ed è questa missione che vengo a svolgere oggi. Portare attraverso il mio blog un messaggio alieno a tutti i terrestri:
––√–••–•¬ ˘√∆√∆˜ ˛•˜˜
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categorie: note stonate, boiata del giorno
martedì, 25 novembre 2008

E svegliarsi la mattina (di ieri / di oggi / di domani? / fino a quando...)

E svegliarsi la mattinaaaaaaa... tu turu turu tuttu...
Siete sintonizzati su Radio Maria Vergine e questi erano i Presenza Scenica Zero Assoluto.
Li ho ribattezzati così perché, anziché tentare di equilibrare con esibizioni spettacolari la pochezza delle loro canzoni, salgono sul palco e (al manco i sonase!) cantano seduti abbarbicati ai loro scagni come due vecchi decrepiti.

Ma a parte questo, amo svegliarmi la mattina alle sette meno un quarto di un 24 novembre 2008 a caso, vestirmi, alzare la persiana e vedere che tutto è ricoperto di un sottile strato bianco di snoooooooooooooow!!!
Eh, sì, amo la neve :-)
Peccato che a parlarne con l'adultame mi sento decisamente in inferiorità numerica. Ieri, ancora entusiasta per i campi bianchi ammirati durante il tragitto verso l'ufficio e ancor più estasiato nel constatare che la neve continuava a cadere senza permettere alla pioggia di prevaricarla, ho espresso al capo la gioia che la neve mi dà. La sua risposta, decisamente più gelida della temperatura, è stata qualcosa del genere: "Sì, anch'io amavo vedere la neve cadere quando avevo dodici anni".
Per la serie: Cresci, bimbo, devi considerare la neve secondo precisi calcoli macroeconomici: MOLTIPLICANDO il fattore negativo s.n.o.w. PER la variabile lineare di altitudine FRATTO l'identificativo settoriale dell'azienda MENO il coefficiente standard di disagio del traffico dei mezzi pesanti PER il coefficiente progressivo di disagio del traffico che coinvolge i tuoi colleghi il tutto ELEVATO bla bla bla bla, insomma, la neve sarà anche bella, ma è una fregatura per chi non lavora in una stazione sciistica. E noi non lavoriamo in una stazione sciistica. E neanche in una struttura turistica a essa collegata. E in ogni caso se nevica può e deve farlo solo in montagna (o in Norvegia). Quindi devo crescere e bla bla bla e pensarla in modo diverso bla bla bla e vedere bla bla bla certo certo...
E finché questi discorsi me li fa il capo posso anche sopportare in silenzio. Ma poi salta fuori l'ultimo degli impiegati che dice con tono mesto che domani (oggi, ndb) il meteo mette sereno, quindi non piove, sob, e io invece dico yuppee, è più bello se la neve si scioglie piano piano col sole, e lui mi va in paranoia perché se non piove la notte giacchia e le strade bla bla bla, e io dico che ormai le strade sono sgombre e asciutte, ma quale ghiaccio... bah!

Mi si consenta, io odio pensarla così. Amo vedere la neve che cade, amo ammirare il mio mondo ricoperto di bianco brillare sotto il sole. E chi se ne frega se poi il traffico si ingorga? Lascia che si blocchi tutto, chi se ne frega, c'è la neve, chi se ne frega di tutto il resto?!

E comunque stamattina il tempo mi ha riservato un'altra bella sorpresa: le preghiere degli adulti responsabili non sono state esaudite: nulla è piovuto a portarsi via la mia neve, e questa mattina mi sono svegliato e la distesa bianca, anche se più sottile, c'era ancora :-P
postato da: 97giosp alle ore 08:54 | link | commenti (4)
categorie: note stonate, boiata del giorno